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Coppia gay aggredita da ubriaco in Florida. L'aggressore: “Vivete nel paese di Trump adesso.»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Che la vittoria di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti avrebbe portato delle conseguenze estremiste lo si è percepito sin da subito, ancor prima che annullasse la guida anti discriminazione per gli studenti transessuali. La sua èra è stata segnata sin dalle prime ore con l'aggressioneo mofoba ai danni di Chris Ball e sotto la sua presenza alla Casa Bianca si è consumata un’altra aggressione ai danni di una coppia gay in Florida.
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Kevin Seymour, di 38 anni, e Kevin Paul Taylor, di 49, tornavano a casa con le loro biciclette, quando sono stati attaccati da un turista ubriaco, che su una moto li ha inseguiti urlando una serie di insulti e la frase «Scommetto che voi fro*i avete votato per quella put***a di Hillary. Beh, vivete nel paese di Trump adesso.»

Seymour gli ha intimato di smetterla se non voleva che chiamasse la polizia, ma l’uomo lo ha minacciato dicendo «se lo fai, ti faccio a fette!», urtando, poi, la bici, facendo cadere Kevin per terra. A questo punto la coppia ha telefonato alla polizia, che è arrivato sul posto all'una di notte di Giovedì scorso.
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«La notte scorsa siamo stati vittime di un crimine di odio.» ha scritto Taylor una volta rientrato a casa, assicurando che il suo compagno sta bene e sicuro che i poliziotti saranno in grado di rintracciarlo presto.
Fonte: .pinknews
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Atleta transgender vince gara dopo che è stato costretto a gareggiare nella categoria femminile

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani

MacK Beggs è un giovane atleta di lotta transgender che è stato costretto dalla federazione del Texas a partecipare al campionato nella categoria femminile, nonostante sia a tutti gli effetti un ragazzo.
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Beggs ha 17 anni, è uno studente dell’istituto texasano Euless Trinity High School e dall’anno scorso ha intrapreso il percorso per la riassegnazione del sesso per diventare un ragazzo. Mack fa parte anche della squadra di lotta libera  e ha sempre partecipato nella categoria femminile nelle competizioni della Liga Interscolastica. Data la sua transizione, Mack quest’anno avrebbe voluto partecipare nella categoria maschile, ma non gli è stato consentito dalla federazione del Texas, perché il regolamento sportivo di questo Stato considera soltanto l’identità sessuale di nascita.
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Sebbene non sia stato facile dover accettare quest imposizione, Mack ha accettato di gareggiare, riuscendo a portarsi a casa il titolo di campione. La vittoria ha fatto insorgere molti genitori non per una questione transfobica ma per l’ingiustizia a cui Mack è stato costretto a sottostare.
Anche Lisa Latham, madre del giovane atleta, ha trovato il trattamento riservato al figlio ingiusto e voleva che Mack non partecipasse alla competizione: «da madre prottetiva, volevo che non partecipasse, ma è un lottatore e non vuole arrendersi.  Questo è il suo ultimo anno, e negli ultimi tre anni ha lottato per arrivare qui. Ha voluto lottare fino alla fine, anche se non ho condivoso la sua scelta.»

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Cotton - il delicato e toccante nuovo singolo di Valerio Lysander. [VIDEOCLIP]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Valerio Lysander, il cantante romano che vi abbiamo presentato in occasione del singolo Ryan, torna con un nuovo singolo dal titolo Cotton, un brano intimo dalla melodia struggente che scalda il cuore e tocca le corde dell’animo.
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«La canzone parla dei flessibilità e dell’accettazione della nostra umanità. Come un filo di cotone, che può cambiare forma ma mantiene la propria essenza.» racconta Valerio a Il mio mondo espanso. «Noi esseri umani siamo creature multi sfaccettate, piene di colori. Essendo, però, incapaci di scegliere chi siamo veramente,talvolta ci può sembrare disarmante. In realtà siamo tutti questi colori  e non c’è bisogno di sceglierne uno soltanto.»

Per Cotton è stato realizzato un videoclip, che riflette l’idea con cui Valerio Lysander ha scritto il pezzo.
«Le diverse persone che appaiono nel video – continua il cantante romano – rappresentano  sia le diverse parti di me sia l’esterno, che mi influenza e mi colora. Il messaggio finale del videoclip è quello che, tolti i colori, ciò che rimane è la natura umana nella sua nudità, la quale  non ha bisogno di spiegazioni»
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Cotton è il secondo singolo che anticipa l’album di Valerio, un progetto che ha deciso di auto prodursi e che conterrà 11 brani inediti.
«L’album sta procedendo a rilento. C’è un altro singolo che arriverà presto e che è ancora in fase di registrazione. Purtroppo auto-producendomi devo stare ai ritmi che le mie entrate permettono. Come si sa, in questo mondo non si da più valore monetario alla musica, quindi produrne di nuova è molto difficile.» conclude Lysander,

Se Ryan e Cotton vi sono piaciuto e volete aiutare Valerio a terminare la registrazione del suo album, potete aiutarlo, attraverso una sottoscrizione su Tradiio, cliccando qui. 

VIDEOCLIP

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Polemica a Milano per la proiezione a scuola del film a tematica gay della Pivetti. FdI – AN: «Bell’insegnamento!»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
È polemica a Milano per la decisione dell’istituto superiore Cavalieri di proiettare domani mattina, sabato 25 febbraio, alle 10 il film Né Giulietta Né Romeo di e con Veronica Pivetti. L’iniziativa rientra in un progetto patrocinato dall’Unar, dal Consolato generale degli Stati Uniti d’America e dalle associazioni Agedo e Il cinema e i diritti ed è dedicato ai temi sociali, al contrasto alle discriminazioni e al diritto di cittadinanza e all’inclusione. All’incontro sarà presenta anche l’attrice, che si intratterrà anche durante il dibattito finale con gli studenti.
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Il film racconta la storia del sedicenne Rocco (Andrea Amato) che ha paura di fare coming out in famiglia. Quando,però,  trova il coraggio di dire la verità mette i genitori nelle condizioni di rivedere le loro convinzioni sull’omosessualità e andare incontro al figlio.

Sebbene Né Giulietta né Romeo rientra a pieno titolo fra i film di formazione, la notizia della sua proiezione in una scuola ha generato la polemica di alcuni esponenti dell’opposizione in Consiglio comunale. In particolare, il capogruppo alla regione di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, Riccardo De Corato,  ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook, esprimendo il suo disappunto:

«In una scuola milanese verrà proiettato un film gay, patrocinato dal Comune e dall’Unar: dopo la Casa de Diritti con bondage (si riferisce alla presentazione di un libro che affronta il tema, seguito da una dimostrazione pratica, ndb) e la casa di accoglienza solo per giovani omosessuali, il Comune è riuscito a far entrare un film LGBT anche nelle scuole. […] Si parte da una scuola, ma l'idea dovrebbe essere quella di arrivare in più istituti possibile.»
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Nel post ha riportato anche alcuni pezzi della recensione che il  sito cinemagay.it fa del film (spacciandola per la trama ufficiale), usandoli per tirare acqua al suo mulino e tirare le sue conclusioni . «Evidentemente Majorino (assessore politiche sociali, Salute e Diritti, ndb) e il Comune vogliono far passare questo concetto tra gli studenti: un bell'insegnamento! Anni dopo il bondage ha trovato in questo film il suo degno successore, complimenti a Sala, Majorino e tutto il Comune



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Lego Batman – Il film accusato negli Stati Uniti di fare propaganda gay

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Lego Batman – Il film, in questi giorni anche nei cinema italiani, è stato accusato da diversi media ultraconservatori e di estrema destra degli Stati uniti di fare propaganda gay.
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Michael Hamilton, editorialista di PJ Media, un giornale on line che professa di difende i valori americani, ha avuto da ridire sul fatto nel film si dica che Robin abbia due Bat- papà, ossia Batman e Bruce Wayne, lasciando arrivare ai più piccoli il concetto che sia normale l’avere due genitori dello stesso sesso. Ovviamente quella del film non può che essere presa come una battuta,  dato che, lo sappiamo tutti,  l’uomo pipistrello e il ricco uomo d’affari sono la stessa persona, eppure per Hamilton «questo sarebbe un messaggio subliminale potenzialmente pericoloso per tutti i bambini eterosessuali».
Anche John Hanry Western, direttore e fondatore del sito ultraconservatore Life Site News, ha criticato pesantemente il film, accusandolo di «indottrinare i più piccoli» ai temi LGBT.
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Insomma, siamo passati dalla teoria dello psicologo Frederic Wertham, che nel 1954 ipotizzava che Batman e Robin fossero una coppia gay, a quella della propaganda gay dei conservatori di oggi.  A questo punto non mi stupirebbe se domani qualcuno sostenesse che Alfred sia in realtà lo slave di Wayne e che la saga istighi a praticare il sadomaso.
Fonte: shangay
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Ricky Martin sogna una grande famiglia e «una piccola cocca di papà»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
«Voglio una grande famiglia. Una piccola cocca di papà deve arrivare.» a parlare è Ricky Martin al Watch What Happens Live. Il cantante, reduce dal festival di Sanremo, non ha nascosto il suo desiderio di creare una famiglia con tanti figli e nemmeno che gli piacerebbe diventare il papà di una bambina.
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Non lo spaventa nemmeno l’idea di diventare papà di altri due gemelli: «Non so se abbiamo ancora l’energia. Ma facciamolo. Se sono due, sono due.»risponde e quel “non so se abbiamo ancora l’energia” include anche il suo compagno Jwan Yosef, a cui di recente ha proposto di sposarlo. 
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«Ci siamo conosciuti su Instagram ma abbiamo parlato di arte, nulla di sexy» ha ammesso parlando del compagno il cantante, che anche su come dovrà essere il matrimonio ha le idee chiare: «meridionale e latino allo stesso tempo. Sarà folle». 
Fonte: Vanity Fair
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Il bello delle donne - L'episodio incentrato sull’amore LGBT di ieri scatena lo sconcerto sul web: «ma una puntata normale in prima serata no?»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Mai come in questo periodo il tema omosessuale riesce a far scattare lo sconcerto della gente sui social.  Lo abbiamo visto con il trono di Claudio Sona a Uomini eDonne, lo stiamo vedendo con il caso Iene– Unar, e ci tocca osservando anche con la nuova stagione de Il bello delle donne. A indignare gli spettatori, in particolare, è stata la puntata trasmessa ieri sera da Canale 5 (qui per vederla), in cui si è affrontato l’amore a trecentosessanta gradi, seguendo, quindi, una storyliine una eterosessuale, una lesbica e una gay.
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Per chi non l’avesse vista, nell’episodio i personaggi di Alessandra Martinez,  Anna Galiena,Massimo Bellinzoni e Fancesco Ferdinandi hanno avuto a che fare, passatemi il termine, con l’amore omosessuale. Se Francoise (Martinez) e Germana (Galiena) hanno capito che il loro rapporto era qualcosa di più della semplice amicizia, affrontando così il tema dell’amore fra donne, Luca (Bellinzoni) e Bruno (Ferdinandi) hanno anticipato la storia gay di cui saranno protagonisti assoluti nella prossima puntata.

Questo, però, non è stato gradito da alcuni spettatori della fiction di Teodioso Losito, che già nelle puntate precedenti aveva affrontato il tema della rassegnazione di genere, esprimendo il proprio sconcerto sullapagina Facebook de Il bello delle donne.
Ecco alcuni dei commenti, ve li riportiamo così come sono stati pubblicati, errori inclusi:
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Claudio:«ma che caxxo di fiction e che schifo transessuali gay lesbiche bisessuali coatti nignotte ! ma na puntata normale in prima serata no»

Ilaria: «Insistono anche questi a voler far prendere al tutto una piega gay....che noia....non fa più scandalo! Sensibilizzare a che?non ci fa più effetto,ormai l'anormalita'è essere etero,certo che l'argomento era stato toccato già nelle precedenti serie con Luca,a quel tempo c'era ancora qualcuno che si scandalizzava per fortuna ma appunto per questo ha rotto!la gente vuole anche la storia d'amore tra uomo e donna,gli sceneggiatori non hanno nulla di nuovo da tirare fuori? Un bel pappone gay si!»

Rosa: «Squallida qst puntata.....beatiful ci fa un baffo»

Elena: «chissà se in futuro torneranno di moda gli etero»

Basta una storia LGBT per far cambiare opinione su una fiction che si segue? Basta parlare di amore per far sconcertare certa gente? Basta, davvero, dare spazio a tutte le realtà che coesistono nella società per far sentire un eterosessuale “anormale”? A quanto pare sì, e, anche questo, la dice lunga su come siamo messi in questo paese...

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Le Iene – Unar: il programma torna sul caso, la Boschi revoca il finanziamento ad Anddos e sui social l'omofobia prende il volo

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Negli ultimi giorni l’attenzione dei media si è concentrata sul caso Le Iene – Unar, facendo partire una crociata anti gay mai vista prima. Anche noi ce ne siamo occupati ricostruendo il circo mediatico che è sorto, riportandovi le dichiarazioni che ci hanno rilasciato alcuni presidenti delle associazioni LGBT italiana.
Il caso, però, a seguito del nuovo servizio andato in onda nella puntata di ieri del programma di Italia1, terminato comunicando la notizia che la presidenza del consiglio ha revocato il finanziamento di 55 mila euro all’Anddos, è destinato a riempire ancora le pagine dei giornali, dei blog e dei profili Facebook di quei personaggi che, nelle scorse ore, non hanno perso tempo nello sparare a zero sulla comunità LGBT e sul suo attivismo.
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Dicevamo che Filippo Roma è tornato sul caso per fare il punto della situazione. Partiamo, però, dal mostrarvi il servizio in questione.

VIDEO - CLICCA SULL?IMMAGINE PER VEDERLO

Come avete visto, dopo aver mostrato i punti salienti del servizio precedente, Roma è tornato da Francesco Spano, il quale gli ha spiegato il motivo delle sue dimissioni da direttore dell’Unar.
«Non credo ci sia nessuna responsabilità, in quanto la procedura che abbiamo fatto è una procedura corretta.  [Mi sono dimesso perché] per fare questo lavoro serve entusiasmo, serve determinazione e tutta ‘sta vicenda mi ha un po’ spento. Quindi ho ritenuto che dentro di me questa esperienza fosse un po’ conclusa.» ha spiegato Spano prima di spiegare che i  55 mila euro stanziati all'associazione riguardano progetti che riguardano «centri di ascolto e di supporto antiviolenza, nei quali ci sarà personale di psicologi e avvocati per supportare le vittime di violenza.»
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Sempre nel video, avete visto  Roma andare da Vladimir Luxuria per analizzare il caos nato nelle scorse ore, cercando, a mio avviso, di giustificare il suo operato che, ribadisco essere giusto dal punto di vista dell’inchiesta tv – anche se è emerso un certo qualunquismo e una spinta da parte di Mario Adinolfi (almeno stando a quanto dichiarato da quest’ultimo nel suo video su facebook), ma non nell’aver ridotto tutto alla questione sessuale, che ha alimentato l’omofobia dei soliti noti.
«Se un assessore di una regione d’Italia sbaglia, tu non vai a chiedere l’abrogazione della regione. Mi è sembrato che alcune persone, strumentalmente, un po’ da sciacalli, abbiano voluto utilizzare il servizio mandato da Le iene per chiedere l’abrogazione dell’Unar, come se non ci fosse più il problema dell’omofobia , delle discriminazioni e del razzismo. Se ci sono degli illeciti non bisogna guardare in faccia a nessuno, ma buttare il bambino con ll’acqua sporca non va bene. Magari si potesse fare a meno dell’Unar, vorrebbe dire vivremmo tutti in un paese senza razzismo, omofobia e discriminazione di genere.»
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L’impressione, però, che sia la stessa iena a voler puntare sull’aspetto sessuale e non sull’irregolarità con cui sarebbero usati i fondi concessi dallo stato, riappare sia quando ha chiesto a Luxuria se sia giusto che un ragazzo, che ha subito violenza e omofobia, vada in un centro dove si pratica la prostituzione sia quando  ha raggiunto  Marco Canale, presidente nazionale dell’Anddos

Canale, ha cercato di spiegare che i fondi sono concessi a progetti specifici, ma Roma è sembrato interessato più a puntare il dito sulle holy hole e sulle orge che ad ascoltare le sue risposte. L’apoteosi sia è avuta, poi, quando la iena ha chiesto se non sia discriminatorio che in alcuni circoli sia vietato l’ingresso alle donne.

Insomma, dopo la visione di questo nuovo servizio la domanda su a chi sia servito questo servizio mi rimane.

Stando ai commenti letti sulla pagina Facebook del programma, pero, ho la sensazione che il pezzo sia servito a una parte di italiani che, grazie anche agli interventi delle varie Meloni e dei vari Adinolfi, hanno avuto modo di dare sfogo alla propria omofobia. 
Di seguito ve ne riportiamo alcuni, così come sono stati pubblicati, errori inclusi:
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Rosy: «Ma l amore omosessuale non era il piu puro? Sono anni che ci fracassano con la loro superiorità....invece sono più depravati degli etero!»

Alessia: «Grazie alla iena per aver messo in evidenza la discriminazione verso noi donne, cui é vietato anche solo l'accesso. E meno male che sono e prendono fondi per le pari opportunità..»

Roberto: «Siete dei depravati e continui a negarlo , Due culi e una capanna....... Mavaffanculo.... Anzi no, perché ci proveresti gusto. Fate di tutto per essere e volere essere diversi. Essere Gay e essere persone NORMALI no?»

Michael: «Hanno la faccia come il culo !! Chiedere i soldi per quali progetti ?? Si scopa e basta in quei locali ma smettiamola di dire stronzate»

Francesco: «bello vedere un servizio prima con centinaia di andicappati che devono sollevare mari e monti, pregare , supplicare per avere l'assisteza loro dovuta, ed ancora tutt'ora non sono stati stanziati soldi(non trovati,stanziati) peró per quelle bestie di satana nel servizio successivo i soldi per buttarselo ar culo a vicenda i soldi si trovano.

pensare che ce ancora gente orgogliosa di essere italiana, ma perfavore!»

Devis: «sti froci... a voi piacciono le inculate ea noi no... quindi non rompete i coglioni con i nostri soldi maledetti... poi vai all'ospedale e non ci sono manco le barelle o le punture per farti gli esami»


Alessandro: «primi omofobi sono gli stessi gay che non fanno entrare le donne in questi circoli.. Il vero dramma sta nel fatto Che queste persone vanno nelle scuole a parlare ai giovani..»

E con quest'ultima perla, per ora, è tutto.
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