Michela Andreozzi: “L’istituzione della "famiglia naturale" è di fine '700. Perché quindi fermasi all'evoluzione 1.0? La famiglia è amore”

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Per chi è cresciuto con ‘Non è la Rai’ sa bene chi è Michela Andreozzi. Era una delle autrici del
programma e una delle vocalist che prestava la voce alle ragazze, quando queste cantavano in playback canzoni come ‘La musica è finita’, ‘E vattene via’ e ancora ‘La Botta’. Poi, assieme alla cugina, ha debuttato come comica nel quiz di Italia1, 'Bigodini', col duo ‘Gretel&Gretel’ – come dimenticare lo slogan di protesta “nessuno è perfetto, potere al gambaletto’ che le due cugine intonavano nei loro sketch – per poi passare alla radio, al teatro e al cinema con film come come ‘Nessuno mi può giudicare’ con Paola Cortellesi e Lucia Ocone. Un curriculum che le fa onore come la sua scelta di non sposarsi fino a quando anche anche alle coppie omosessuali non sarà concesso farlo.  Decisione, questa, che l’ha spinta a ‘unirsi civilmente’ durante il Celebration Day che si è svolto a Roma lo scorso maggio.
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http://www.ibs.it/code/9788897309215/sansone-francesco/oltre-evidenza-racconti.html
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Intervistata da Vanity Fair, Michela Andreozzi parla proprio di questa scelta a sostegno delle coppie gay e di cosa pensa del DDL Cirinnà:
Ha mille buchi, ma credo che come abbiamo fatto un primo passo lo scorso 21 maggio, dobbiamo farne un altro. Grandissimo. Io personalmente avrei discusso in seconda sede tutto quello che riguarda i figli. Attenzione, sono a favore della stepchild adoption ma sarebbe stato meglio puntare adesso l'obiettivo solo sulla coppia.”

E sulla maternità surrogata dice:
“Deve essere regolamentata molto bene, perché ci vuole una grande coscienza per fare in modo che sia un atto d'amore e non un lavoro. In questi giorni ne sento parlare tanto, ma malamente perché nulla c'entra col ddl italiano. Mi sembra uno "spauracchio" da additare come fosse un alibi.”

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La Andreozzi, infine, dice cos’è per lei la famiglia:
“Amore. Sono famiglie quelle composte da persone di sesso diverso, stesso sesso. Con o senza figli, come me e Max che non possiamo e non vogliamo averne. E poi questa storia della "famiglia naturale" non regge, è naturale la riproduzione, l'istituzione della famiglia è di fine '700. Perché quindi fermasi all'evoluzione 1.0? La famiglia deve evolvere come il concetto d'amore. Prendiamo il matrimonio, per esempio, fino a inizi '900 spesso ci si sposava per interesse. È l'amore che unisce le persone quello che conta. L'amore che ogni persona prova per chi desidera che sia la sua famiglia”.