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Forza Nuova affigge manifesto funebre durante unione civile a Cesena. Arcigay Alan Turing: «Solidarietà a Manuel e Marco»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
«È vergognosa Forza nuova (nuova?) che come al solito parassita le vite e le celebrazioni altrui per rosicchiare qualche briciola di visibilità. Questa volta lo fa affiggendo un manifesto funebre proprio il giorno in cui Manuel e Marco si sposano e festeggiano il loro amore circondanti dall’affetto e dalla simpatia della comunità di Cesena.» È duro il messaggio reso noto da Marco Tonti, presidente di Arcigay Alan Turing, per quanto avvenuto ieri a Cesena durante l’unione civile fra Marco e Manuel.
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Forza nuova, infatti, ha affisso per le strade della città un manifesto funebre in segno di protesta contro la cerimonia che ha unito civilmente la coppia. Nel testo del volantino si può leggere:
«Manuel e Marco unitamente ai parenti e alla cittadinanza tutta annunciano la fine della civiltà, delle nostre tradizioni, della famiglia naturale, unico cardine della nostra società, e dei diritti dei bambini a crescere con una mamma e un papà, avvenuta domenica 25 settembre 2016. MATRIMONIO GAY FUNERALE D’ITALIA »
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Marco Tonti
«A ben guardare – continua Tonti – il messaggio è perfino minaccioso, visto che intende contrastare la celebrazione dell’amore, che è la vera forza della vita, con un messaggio mortifero. Le autorità di polizia dovrebbero considerare un’azione di contrasto a queste velate minacce.»
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Il presidente di Arcigay Alan Turring, inoltre, si augura che la condanna a questo «lugubre gesto» sia unanime fra i cittadini e le istituzioni, oltre che tutti i politici dei vari partiti, esprimendo la sua solidarietà alla coppia vittima di questa vigliaccata:

«Queste vergognose minacce di tono fascista non devono avere nessun margine in una comunità democratica e civile. Arcigay Alan Turing esprime la massima solidarietà a Manuel e Marco per queste ignobili e vigliacche offese, e gli augura tutta la felicità possibile. Viva la vita, viva l’amore e viva gli sposi.»
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Perché la Marini viene giustificata e Russo e Vitagliano no?

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
In queste ore si sta parlando molto di quanto sta avvenendo nella casa del Grande Fratello VIP per via dell’atteggiamento di Clemente Russo e Costantino Vitagliano nei confronti di Bosco Cobos, l’attore spagnolo diventato noto in Italia per la sua presenza in studio durante la partecipazione dell’amico Jonas Berami a L’Isola dei famosi.
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Giustamente il web ne chiede l’espulsione dal reality. Certi comportamenti non possono essere né giustificati né perdonati. Eppure, la stessa rete, che chiede la testa del pugile e dell’ex tronista, non è così severa nei confronti di Valeria Marini.
A mio avviso il suo comportamento è discutibile al pari dei due compagni d’avventura, se non peggiore. Se ti vanti di essere un’icona gay, di amare quel pubblico che “è più sensibile e che ha una marcia in più”, non puoi usare, con il sorrisino sulle labbra, i toni offensivi pronunciati con tono derisorio dagli altri. Non puoi dire di avere tanti amici gay e poi essere la prima a chiamarli “ricchione”, “friariello” o dire “è femmina come me” senza pensare che “quella sensibilità gay”, di cui tanto parli, non venga ferita.
Eppure, dicevamo, sul web il suo comportamento della Marini non solo non viene condannato ma viene anche difeso, quasi giustificato, dal suo essere, almeno a suo dire, una “frociarola”. E così mi trovo a leggere commenti di questo tipo:

«Ma quante tragedie!! Dai stanno chiacchierando e scherzando, non vedo cattiveria. Russo è uno stronzo e vabbe’ ma la Marini si vede che lo adora dai.» Anonimo su Il mio mondo espanso 

«La Marini omofoba non ci crede nessuno» Gianni su Facebook
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Ora, lontano da me definire omofoba la Marini, ma non si può dire che il suo atteggiamento non sia discutibile, e quindi mi chiedo: «Perché a lei si perdonano le sue uscite e a Russo e Vitagliano no?» A questo punto o sono omofobi tutti o non lo è nessuno. O si pensa che tutti hanno fatto uno scivolone oppure si eviti di accanirsi con i due e sorvolare su chi ci manda “baci stellari”.
Purtroppo questa è una vecchia storia che si ripete ogni qualvolta che una cosiddetta icona gay si comporta come non dovrebbe. Ne “siamo” tanto ammaliati da non renderci conto che anche il suo modo di fare è discutibile e deprecabile. Mi sembra di rivivere la stessa situazione che si verificò quando scoppiarono il “caso Cuccarini” e il “caso Zanicchi”. La comunità gay, non tutta per fortuna, è scesa a difendere a spada tratta le due signore affermando che erano state fraintese, che si stava facendo una tragedia per nulla, per poi rendersi conto di aver puntato “sul cavallo sbagliato”. 
Si può mandare a fanculo la propria dignità per difendere un’icona, nominata così da non si sa bene chi? Ne vale davvero la pena? Io credo di no. Una canzone trash, un paio di paillettes e delle frasi come quelle citate poco prima non rendono una donna dello spettacolo un’icona. E, soprattutto, questo non può giustificare certi atteggiamenti o certe affermazioni.
Vi assicuro che è possibile ammirare qualcuno senza definirla un’icona gay, lo giuro. Non ce lo ordina nessuno di affibbiare questo titolo alla prima venuta solo perché “ci piace”.

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Pertanto, tornando al punto di partenza, se si condanna, giustamente, il comportamento di Russo e Vitagliano non possiamo non condannare quello della Marini. Se lo si fa, allora, tutto perde di senso e di credibilità. Già per un gay avere un minimo di autorevolezza in questo paese è difficile, ma se ci mettiamo anche noi, poi, non possiamo lamentarci di come vanno le cose. #cosìperdire
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VIDEO: GFVIP - Bosco risponde a Russo: «lavamelo!» Intanto Costantino gli passa una piastra dicendogli di “usarla”

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
E finalmente, spinto anche da Stefano Bettarini, Bosco capisce il significante della parola “friariello” rivoltagli da Clemente Russo.
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Durante il pomeriggio di ieri Bosco, in giardino con gli altri concorrenti della cantina, ha capito cosa voleva dirgli il pugile. Bettarini gli ha chiesto se avesse capito il senso della sua battuta e l’attore spagnolo ha risposto così:
«Non voglio dire la parola, ma mi ricorda quello che mi hanno fatto a scuola. Mi ricorda il tipico galletto della classe. A questo punto ti dico che prima di te me lo hanno detto ventimila volte in passato e quindi – facendo il gesto con  la mano – lavamelo!»

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Ma se finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di affrontare la questione, le offese volgari nei riguardi dell’attore spagnolo non  sono si sono fermate. Protagonista del nuovo insulto è stato l’ex tronista Costantino Vitagliano che, avvicinandosi alla grata che divide le due case, ha chiamato Bosco porgendogli una piastra a forma fallica della Marini  dicendogli che gli sarebbe piaciuta e che avrebbe saputo cosa fare, mimando il gesto della penetrazione.
L’attore l’ha poi raccontato ad Aurora, Elenoire Casalegno e ad Andrea Damante, che ne sono rimasti scioccati.
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Intanto dai piani alti di Mediaset continuano a tacere, preferendo, forse, aspettare la diretta di questa sera per fare show e buttarla in caciara come al solito. Fino a stasera quali altre perle di omofobia ci riserveranno i "machi" della casa?
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Polis Aperta, associazione gay in divisa, in un convegno per “spezzare” l’omofobia nella caserme e nei distretti

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
I poliziotti che fanno parte dell’associazione gay Polis Aperta si sono dati appuntamento a Milano il prossimo 10 ottobre per chiedere al governo investimenti sulla formazione al fine di contrastare l’omofobia, diffusa e tenuta sotto silenzio nei vari dipartimenti.

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«L’obbiettivo è aiutare chi lo desidera a uscire dal silenzio. Noi gay in divisa siamo tanti.» dichiara Simonetta Moro, poliziotta di Bologna, a Repubblica.it.
Anche all’interno della polizia, infatti, i casi di omofobia ai danni degli agenti omosessuali non mancano. Basti pensare al caso di un giovane poliziotto torinese che si è ritrovato scritto sul suo armadietto “i froci non ci piacciono”, o al militare quarantatreenne veneto che ha affermato di volersi togliersi la vita perché stanco degli insulti omofobi a cui era soggetto dai suoi colleghi.
Secondo gli iscritti a Polis Aperta, i poliziotti gay sono 200, ma il quadruplo se si contano anche chi non vuole comparire.
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«Non c’è ragione di ritenere che i gay siamo meno numerosi in esercito e forze dell’ordine rispetto alla media generale. Vale a dire, il 5% della popolazione.» afferma il presidente di Arcigay Milano, Fabio Pellegatta.
Il convegno che si terrà a ottobre, patrocinato dal Consolato degli Stati Uniti, ospiterà un transessuale ex agente del Mossad e Stefania Pecchini, agente transessuale della polizia locale del milanese. La loro presenza si andrà nella richiesta di dare ruoli operativi alle persone transessuali che l’associazione sta portando avanti. Infatti, come spiega Gabriele Gugliermo, poliziotto torinese e vicepresidente di Polis Aperta, se nelle polizie locali i transgender sono accettati, nelle forme armate, compresa la Guardia di finanza, «resiste il famigerato comma 9» che, nell’articolo «sulle infermità causa di non idoneità» prevedere ancora «le parafilie e i disturbi dell’identità in genere.»
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La situazione è ancora più grave nella Polizia di Stato che, come afferma Evelina Argurio, della questura di Genova, «il cambio di genere è considerato malattia, per cui le persone transessuali non possono essere assunte.»
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VIDEO: GF VIP Russo rincara la dose su Bosco: « è femmina» e la Marini, ormai, lo chiama “friariello”.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Dopo la sera barbecue in cui Clemente Russo ha chiesto a Bosco Cobos di poterlo chiamare “friariello”, il pugile sembra proprio non poter evitare di concentrarsi sulla sessualità dell'attore spagnolo, accompagnato da una Valeria Marini che, sempre più divertita, ormai lo appella con quello spreggievole nomignolo.

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Nella serata di ieri, mentre il pugile, la showgirl stellare, Costantino e l’attore Gabriele Rossi parlavano in giardino, l’argomento si è concentrato di nuovo sull’amico di Jonas Berami. Al dare il via è stata la Marini che ha nominato Bosco appellandolo come “il friariello”, con un Costantino che ha cercato di smozzare i toni, ma senza riuscirci,
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Marini: «Bosco, lì, “friariello” è simpatico.»
Costantino: «Si vede che non è un cattivo, è un buono.»
Clemente: «Però… è femminina.»
Marini: «È proprio femmina. È femmina come me.»
Costantino: «Fatti suoi, che devo fare? Io non ce l’ho con loro, anzi. Per me c’è spazio per tutti.»
Russo: «Delle femmine ha la "cazzimma". Questo volevo dire.»
E mentre aspettiamo una reazione da parte del Grande Fratello e da Mediaset (perché vi ricordiamo che le scuse di cui abbiamo dato conto ieri non provenivano dalla pagina ufficiale del programma, errore per il quale chiediamo ancora scusa), e sui social la gente continua a sostenere che non bisogna dare importanza a quanto avviene nel reality, noi riteniamo giusto sia chiedere a Canale 5 di prendere un provvedimento punendo questo atteggiamento infame, consumato alle spalle di una persona che non può difendersi, sia far capire che non si può deridere una persona per la sua  sessualità.
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Sebbene consapevoli che lunedì tutto finisca a tarallucci e vino, non si può accettare che due soggetti, a loro modo eccentrici, si prendano la briga di deriderne un altro solo perché gay, cercando di far passare la propria omofobia come una battuta gettata lì.


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Il calciatore Andre Gray squalificato e multato per aver scritto tweet omofobi

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Mentre in Italia sui socials ci si interroga se sia giusto o meno dedicare attenzione su quanto detto da Clemente Russo al Grande Fratello, il resto del mondo non perde tempo ad ammonire atteggiamenti omofobi pronunciati dai personaggi di spicco.
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La FA (The English Football Association) ha squalificato per quattro partite il calciatore della premier League Andre Gray, attacante del Burnley, per alcuni tweet omofobi pubblicati nel 2012, tornati alla ribalta nelle ultime settimane.
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Uno dei messaggi più discussi è stato: «Sono io o ci sono gay da per tutto? #Bruciate #Morite #Mifaimpazzire»
Quando i messaggi sono ritornati al centro dell’attenzione Gray ha provato a scusarsi, sostenendo di aver scritto quelle parole quando era giovane e di essere cambiato molto in questi anni:
«Innanzitutto voglio porgere le mie scuse sincere e senza riserve a chiunque si possa esser sentito offeso da quei tweet Questi risalgono a quattro anni fa, quando ero una persona completamente diversa dall’uomo che sono oggi. Per fortuna sono cambiate molte cose nella mia vita da allora. Ho sperimento molto nel corso degli ultimi quattro anni e ho dovuto prendermi la responsabilità di un certo numero di cose che mi hanno permesso di maturare e crescere come persona. […] Posso assicurare a tutti che non sono assolutamente omofobo e come detto in precedenza chiedo scusa e perdono a tutti coloro che ho offeso. Per fortuna non sono il tipo che ero allora e continuerò a lavorare sia dentro che fuori dal campo per diventare una persona migliore.»
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Le sue parole, però, non sono bastate alla FA che lo ha punito squalificandolo per quattro partite e costringendolo a pagare una multa da 25.000 stelline perché ritenuto colpevole di aver violato il punto E3 del regolamento FA in merito alle offese relative all’orientamento sessuale e/o di genere e colore e/o razza.
Fonte: pinknews

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#GFVIP - Canale 5 si scusa con il pubblico: «Siamo indignati. Speriamo che venga preso un provvedimento.»

UPDATE:  ci siamo resi conto solo dopo la realizzazione del post che la pagina citata non è quella ufficiale di Canale5. Chiediamo scusa per questa inesattezza. La pagina citata è una fanpage. Abbiamo agito in buona fede e chiediamo scusa per la notizia inesatta.
A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
È attraverso la pagina ufficiale Facebook che Canale5 si scusa con il uo pubblico e invoca un provvedimento nei confronti di Clemente Russo per quanto detto a Bosco Cobos.

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Il pugile, con la complicità di altri concorrenti, ha deriso l’attore spagnolo per via della sua omosessualità chiedendogli di poterlo chiamare ‘friariello’, termine usato nelle zone campane per prendere in giro i gay. (Qui per leggere la notizia e guardare il video)
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La rete ammiraglia Mediaset ha pubblicato sul suo account Facebook una foto di Bosco con il seguente testo:
«Siamo indignati per la situazione che si è creata ieri nella casa del #GFvip, tra le 23:00 e le 00:00! Ci scusiamo noi stessi per ciò che ha detto CLEMENTE RUSSO nei confronti di BOSCO. Insomma, anche se siamo nel vivo di un tema molto delicato, in Italia c’è ancora chi, purtroppo, ha poca ragione. STOP #OMOFOBIA!
Speriamo che venga preso un provvedimento LUNED^ in puntata da ILARY BLASI e ALFONSO SIGNORINI #GrandeFratelloVIP»

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Il Grande Fratello ascolterà l’appello lanciato da Canale5?
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VIDEO: Omofobia al GF VIP – Clemente Russo offende Bosco: «Posso chiamarti friariello (ricchioncello)?»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Quando vedi che fanno un reality show con personaggi più o meno noti ti dici che certe cose, come le offese omofobe, non capiteranno. Non perché i cosiddetti VIP siano migliori e più aperti di mente dei NIP, ma solo perché, essendo attaccati all’immagine pubblica e alla necessità di ottenere maggiore visibilità in vista di possibili, e maggiori, ingaggi lavorativi (che sia una serata in discoteca o qualche cosa in tv o al cinema non importa, tutto fa sostanza), pensi che ci pensino un po’ di più prima di aprire  bocca. Ma ogni volta la realtà disattende le aspettative.

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Capita, così, che il  pugile Clemente Russo, che arriva da un’esperienza olimpionica fallimentare, si avvicina a Bosco, l’attore spagnolo dichiaratamente gay conosciuto all’Isola dei Famosi in quanto amico di Jonas Berami, e gli chiede di se può chiamarlo ‘friariello’. Bosco Cobos, giustamente, non capisce cosa Russo voglia dire, ma alla fine lascia correre, smorzando tutto con una risata. È lo stesso pugile a spiegarne, assieme a Costantino, il senso alla Marini, ovviamente in assenza del diretto interessato come i grandi codardi insegnano. Discutibile, a nostro avviso, è anche quanto detto dall'ex tronista che, per far capire alla showgirl quale fosse il significante del termine, ha detto : «Vuol dire quello lì che piace a te.» (bisogna spiegare cosa intendesse o l’analogia al “finocchio” è chiaro a tutti?)

Un video pubblicato da Mara Venier (@mara_venier) in data:
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I social sono insorti pretendendo che la produzione del reality show prenda dei provvedimenti contro il pugile. Anche Rebecca, la concorrente dell’ultima edizione del GF NIP ha voluto rispondere al pugile pubblicando un video.

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Video condiviso anche da Mara Venier sul suo profilo Instagram con il test «Io il pugno lo darei a Clemente Russo!!!»
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