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Lush Cosmetics - Coppie gay e lesbo nella campagna pubblicitaria di San Valentino.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Fra una settimana saremo a febbraio e con esso si avvicina San Valentino. In vista della prossima festa dedicata agli innamorati la Lush, l’azienda di cosmetici statunitense, ha deciso di realizzare una campagna pubblicitaria con una coppia gay.
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«I nostri prodotti per San Valentino sono ancora meglio quando si ha qualcuno con cui condividerli.» è lo slogan usato dall’azienda per lo spot, condiviso anche sui socials, in cui due ragazzi si godono uno schiumoso bagno assieme.

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Oltre alla coppia gay che vi abbiamo mostrato,  la campagna prevede uno spot anche con una coppia lesbica, sempre in vasca da bagno.

Ovviamente l’immagine ha fatto il giro del mondo e i commenti arrivati sono stati diversi. Ora c’è da chiedersi se l’azienda, che è presente anche in Italia, userà lo stesso spot anche da noi o si adeguerà alle altre, dimenticando di fare gli auguri ai suoi lienti LGBTQI. Non resta che aspettare e vedere.

Fonte: AmbienteG
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Violenta aggressione a Milano. Due ragazzi gay finiti in ospedale con gravi lesioni.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Nella foto: Michele e Marcello
«Siamo stati aggrediti da un gruppo di ragazzi senza alcuna motivazione» racconta al giornale online MilanoToday uno delle vittime che, sabato scorso, assieme a due amici, è stato aggredito di ritorno da una serata in discoteca a Milano
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Marcello e Michele intorno alle quattro di notte stavano camminando in via Montemartini dopo aver lasciato il locale in zona Porto di Mare, quando si sono trovati di fronte i loro aggressori, un gruppo di otto giovani che hanno iniziato a insultarli prima di passare alle mani. 

«Mentre aprivamo l’auto hanno colpito uno dei miei amici con una bottiglia in faccia e l’altro con un pugno in pieno volto.» racconta Matteo, l’amico che quella sera era con le vittime. «Io non ho potuto far altro che chiudermi in macchina e chiedere aiuto, mentre lì fuori c’erano almeno venti persone che non si sono avvicinate a noi neanche quando gli aggressori erano giù andati via.»

Gli aggressori non ci sono andati leggeri e a Michele hanno  causato la rottura della piramide nasale, mentre a Marcello hanno causato la frattura scomposta dell’osso frontale. Entrambi dovranno sottoporsi a un intervento chirurgico per risanare le ferite.
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«I miei amici  sono in ospedale con diverse contusioni e fratture e devono subire interventi chirurgici solo perché qualcuno ha voglia di divertirsi così il sabato sera.»

Anche Arcigay Milano ha dimostrato la sua vicinanza alle vittime attraverso una nota di stampa:
«Ai ragazzi va tutta la nostra vicinanza […], saremo vicini alle vittime anche per verificare l’eventuale natura omofoba della brutale aggressione.»

Michele e Marcello, però, non hanno intenzione di darla vinta ai loro aggressori e hanno postato una foto in cui sorridono nonostante le lesioni riportate in seguito al pestaggio subito.


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Michele Bravi: «Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Francesco Sansone
Nell'intervista rilasciata a Vanity Fair Michele Bravi, vincitore di X factor 2013 e uno dei Big in gara nel prossimo Sanremo 2017 con il brano Il diario degli errori, ha parlato della sua sessualità, che definisce fluida, rifiutando ogni sorta di etichetta.
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«Non vorrei usare etichette, - ha detto il giovane cantante – appartengono alle vecchie generazioni e discendo da un modo di ragionare che considero superato e anche un po’ discriminatorio. Preferisco parlare di relazioni fluide. I miei fan, quando ho detto che il nuovo disco avrebbe parlato di una storia d’amore, non mi hanno chiesto se si trattava di un uomo o i una donna, e il linguaggio amoroso oggi sul web usa frasi come “sei la mia persona”. Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo, e penso che nessuno dei miei coetanei si tirerebbe indietro se gli capitasse di provare un’emozione per una persona dello stesso sesso.»

Un discorso che si ricollega alla prima intervista che Michele Bravi ha lasciato al magazine dove ha dichiarato candidamente di aver avuto una relazione di due anni con un altro ragazzo.
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«È successo che mi sono innamorato. Una storia particolare con un ragazzo che fa il regista, molto diverso da me. […] Questa è stata la prima volta che ho sentito che un pezzo di vita si attaccava a un’altra persona.»

Sempre in quella prima intervista a Vanity Fair aveva detto:

«La mia generazione è molto diversa anche nei rapporti sentimentali. […] La sessualità smette di essere una scelta nel momento in cui la scelta diventa l’emozione. Io ho incontrato una persona che mi ha emozionato, che fosse un ragazzo è del tutto irrilevante: in futuro potrebbe succedermi anche con una ragazza».

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[VIDEO ESCLUSIVO] Bowtieboy - Simone Botte parla dell’ultimo episodio della 2^ stagione della webserie

A cura di Francesco Sansone
Grafica blog di Giovanni Trapani
Domenica 22 gennaio su Gay.it sarà trasmesso l’ultimo episodio della seconda stagione di Bowtieboy. Il mio mondo espanso ha raggiunto l’ideatore e protagonista Simone Botte per avere qualche anticipazione  dell’episodio e tracciare con lui un bilancio generale sulla serie.
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Inoltre, in esclusiva, Botte anticipa anche il progetto, sempre legato e a Bowtieboy, che vedrà la luce prossimamente e che in questi giorni è in fase di ripresa.
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INTERVISTA ESCLUSIVA!

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Dustin Lance Black, sceneggiatore di Milk, contro gli attori che "nascosti": «Non posso rispettare chi mente sulla propria sessualità»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Nella foto da sinistra: Tom Daley e Dustin Lance Black
Negli Stati Uniti sempre più attori e attrici scelgono di uscire allo scoperto dichiarando la propria
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George Michael diventa "il santo protettore dei parchi di notte" nel murales di un artista australiano

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Il Natale 2016 sappiamo tutti ha lasciato un vuoto nel mondo della musica con la scomparsa
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Adinolfi contro il Festival: «Perché Sanremo deve diventare una bandiera dell'ideologia gender?»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Diciamoci la verità, dopo la conferenza stampa di Sanremo 2017 dove sono stati resi noti i nomi di Ricky Martin, Tiziano Ferro e Mika fra i super ospiti che si alterneranno sul palco dell’Ariston, ci aspettavano le polemiche di Mario Adinolfi e ovviamente lui non ha disatteso le nostre aspettative.

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Dai microfoni di Radio Cusano Campus il leader del Popolo della Famiglia ha avuto da ridire su questi nomi e si è scagliato contro Carlo Conti, reo di promuovere sulla tv di Stato la pratica dell’”utero in affetto”. In particolare ha mal digerito i nomi di Ricky Martin e Tiziano Ferro perché se il primo è diventato padre attraverso la gestazione per altri, il secondo non ha mai nascosto il desiderio di diventare padre attraverso questa pratica.

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«L’anno scorso c’era la parata obbligatoria col nastrino arcobaleno. Il costo di Sanremo è di 16 milioni di euro, presi dai soldi delle famiglie italiane, per pagare Tiziano Ferro e Ricky Martin. Io il figlio dell’utero in affitto che si compra Tiziano Ferro non lo voglio pagare con il mio canone. Avrà un cachet che sarà di 250/300 mila euro, esattamente il costo di un utero in affitto in California. Il figlio a Tiziano Ferro così lo paga anche Adinolfi e tante altre famiglie italiane. E ne avrei fatto volentieri a meno.» ha dichiarato il giornalista prima di lanciare un appello a Conti e alla Rai in generale.
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«Chiedo alla Rai, a Monica Maggione e a Carlo Conti un momento di trasparenza. Perché I festiva di Conti sono stati I festival di Conchita Wurst, di Elton John, Ricky Martin e Tiziano Ferro? Perché Sanremo deve diventare una bandiera dell’ideologia gender? Ormai bisogna pagare la tassa alla nuova gaystapo, è obbligatorio, bisogna pagargli una tassa, c’è una operazione di regime e di violenza verso chi la pensa diversamente.»

Ci sarebbero tante cose da dire ad Adinolfi ma voglio limitarmi a una sola considerazione: se i gay sono costretti a pagare il canone per fargli avere il rimborso spesa per le sue numerose ospitate nei salotti Rai, non vedo perché lui non possa non accettare di pagare il canone per avere dei cantati di fama internazionale al più importante dei nostri Festival. E poi lui pagherà pure cento euro di canone ma i rimborsi spesa per le sue ospitate, immagino, siano anche maggiori rispetto a quanto ha versato, e queste affermazioni, di certo, gli assicureranno nuove incursioni.
Fonte: Libero.it
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Jakub e David, la coppia minacciata di morte dopo il coming out, si potranno sposare in Portogallo

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Chi segue Il mio mondo espanso conosce bene Jacob Kwiecinsky, il presentatore polacco che ha fatto coming out con un video pubblicato su Youtube assieme al fidanzato Dawid Mycek. La coppia, che in un primo momento aveva ricevuto messaggi di sostegno e approvazione, in seguito ha ricevuto minacce di morte da parte di alcuni utenti dei social che, però, non li ha fermati. Infatti Jakub e Dawid hanno realizzato un video di risposta assieme ai parenti e agli amici per dimostrare agli haters di non essere da soli e che il loro amore è appoggiato da tanta gente.

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Sembrava che la situazione si fosse ridimensionata, ma così non è stato ed è sorta una nuova crociata contro la coppia da parte dei media locali. Il motivo di questa nuova polemica è il terzo video realizzato dai ragazzi  (che potete guardare di seguito) sulle note di una canzone molto popolare in Polonia della cantante Beata Kozidrak. Questo è stato sufficiente per spingere i media più conservatori a chiedere al loro pubblico di boicottare la cantante.

«I media conservatori polacchi l’hanno attaccata chiedendo di boicottare la sua musica.» spiega la coppia. «[L’odio] è veramente brutto ma non ci spaventa, come non lo ha fatto qualche mese fa. Ora ci dà una reale motivazione per impegnarci maggiormente.»
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Nonostante tutto la coppia è andata avanti e ha deciso di sposarsi in Portogallo, ma anche qui il loro Paese ha cercato di ostacolarli. La Polonia, infatti, si è rifiutata di rilasciare un documento, una sorta di nulla osta, da presentare alle autorità portoghesi per dimostrare il suo consenso a far c celebrare l’unione.

Jakub e Dawid, ancora una volt,a non si sono lasciati demoralizzare e hanno mostrato alle autorità portoghesi la copertura mediatica che i loro video hanno avuto a livello internazionale, compresi i messaggi di odio e di carattere omofobo ricevuti, riuscendo a convincerli a fare un’eccezione per loro e acconsentendo di celebrare lì le nozze.

«I portoghesi sono molto amichevoli e di mente aperta, e sono rimasti scioccati di fronte a come sono trattate le persone [in Polonia].» spiega Jakub. «Se non possiamo sposarci nel nostro Paese, vogliamo scegliere un luogo che è vicino ai nostri cuori. Ci sono Stati in cui è più facile ottenere la licenza di matrimonio, ma abbiamo scelto Madeira perché pochi anni fa ci siamo innamorati di questa isola e da allora l’abbiamo visitata ogni anno.»
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La coppia, adesso, si prepara al grande evento che sarà festeggiato in forma privata. Questa decisione ha spinto i due ragazzi a rifiutare la proposta di una tv polacca di realizzare un documentario del loro matrimonio, anche se hanno dichiarato di voler catturare i momenti più belli di quel giorno in un video che condivideranno su Youtube.
Che dire: Auguri ai futuri sposi!
Fonte: universogay
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Unioni Civili - Approvati i decreti definitivi.Da oggi le unioni gay sono legge a tutti gli effetti

A cura di Francesco Sansone
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Nella foto: David Angelini e Giancarlo Giambrone, la prima coppia unita civilmente ad Aosta
Da oggi le unioni gay sono legge a tutti gli effetti. Infatti durante il consiglio dei ministri sono stati approvati gli ultimi decreti legislativi della legge Cirinnà.
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Una delle prime a darne notizie è stata Maria Elena Boschi, ex ministro e attuale sottosegretario della presidenza del Consiglio, attraverso  Twitter e Facebook.
«Con i decreti legistrativi di oggi terminiamo l’iter delle unioni civili. Era ua promessa, ora è una legge. » ha scritto sul primo

Mentre su Facebook ha scritto:
«Sembrava un traguardo irraggiungibile. Invece passo dopo passo l’Italia ce l’ha fatta. Quello che era un sono adesso è realtà.»

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A spiegare il contenuto dei decreti approvati oggi ci ha pensato la Senatrice Monica Cirinna, chiarendone i punti principali:
«I decreti chiariscono che, come per il matrimonio, anche l’unione civile può essere celebrta in pericolo di vita in nave o in aereo. Si afferma poi che il matrimonio contratto all’estero da persone dello stesso sesso produce  in Italia gli effetti dell’unione civile. E che questo vale solo per i i cittadini italiani mentre per lo straniero continua a valere la legge del suo Stato, in ossequio ai princi del diritto internazionale privato.»
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I decreti, inoltre, chiariscono anche la questione dell’adoione del cognome del partner che in passato ha creato diversa confusione. Uno dei due componenti può scegliere di prendere il nome del lato senza il bisogno di apportare alcuna modifica dei dati anagrafici, quindi del codice fiscale o di altri documenti.

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Il calciatore Adam McCabe fa coming out. «Non mi sentivo completo»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Se in Italia i giocatori omosessuali sembrano rimanere una leggenda metropolitana, nel resto dell’Europa e del mondo sempre più giocatori di calcio escono dall’armadio e dichiarano di essere gay.
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Se nelle settimane scorse l’attenzione si è focalizzata sull’invito della Federazione calcistica inglese ai giocatori di uscire allo scoperto tutti assieme per dimostrare che l’omofobia nello sport maschile per eccellenza, adesso i riflettori sono puntati sul calciatore Adam McCabe, che ha deciso di rivelare al mondo intero di essere gay.
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Attraverso Meanwhiler il giocatore di Atlanta, che ha lasciato il calcio professionista per giocare in una squadra semiprofessionista e svolgere l’attività di modello, ha spiegato cosa lo abbia spinto in passato a occultare il suo orientamento sessuale e della paura di parlarne con i diversi compagni di squadra. Sebbene ha tenuto a precisare che nessuno gli aveva chiesto di occultare l’essere gay, ha affermato che il suo istinto naturale lo portava a nascondersi per evitare problemi di qualsiasi tipo, dato che quello del calcio è un ambiente profondamente omofobo.
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Inseguito alle sue dichiarazioni McCabe è stato raggiunto da OutSports, dove ha dichiarato che nel periodo in cui nascondeva la propria omosessualità non si sentiva completo, una sensazione che adesso non fa più parte di lui. Inoltre il benessere ritrovato lo sta spingendo a "mettersi in gioco" per aiutare altri giocatori LGBT che avvertono la necessità di uscire dall’armadio.
Fonte; AmbienteG

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