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Claudio Sona: «Il mio obiettivo è portare un messaggio di normalità.» Intanto nella puntata di oggi… [Video]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
In attesa di vedere le nuove esterne nella puntata in onda oggi alle 14:45, il tronista Claudio Sona ha rilasciato un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni in cui parla della avventura a Uomini e Donne, il dating show di Maria De Filippi.

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Claudio inizia commentando la scelta della trasmissione di non separare il suo trono da quello degli altri tronisti:
«Non ho mai immaginato un’opzione diversa. Nella vita frequento compagnie miste dove etero e gay vivono la loro quotidianità senza separazioni.»
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Il giovane si dice anche sicuro che questa esperienza gli permetterà di essere più sicuro con i ragazzi: «Sono sicuro che questo programma mi insegnerà a sciogliere la parte di me più insicura verso i ragazzi. Mi sono sempre sentito tanto spigliato nel lavoro quanto glaciale nei rapporti. Il sentirmi continuamente stimolato a parlare di me, dei miei sentimenti, mi aiuterà certamente per il futuro.»

Rivelando, poi, qual è l’obiettivo che lo ha spinto a partecipare al programma:
«Il mio obiettivo è portare un messaggio di normalità a chi ci guarda. Non voglio essere un baluardo, ma sarò felice se avrò portato nelle case, tra le mamme, le nonne e tra i papà, la normalità e le consapevolezze che vivo nella mia vita. La figlia di una mia cliente del bar ha sei anni, mi conosce e mi ha visto in tv perché segue il programma. Non si è posta nessuna domanda. Ha visto una cosa bella che non deve turbare nessuno: l’amore.»
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Si sofferma anche a commentare le polemiche sorte intorno alla scelta di inserire un trono dedicato all’amore fra persone dello stesso sesso dicendo di non vedere l’ora di smorzarle con i fatti, anche se per ora, soprattutto sulla pagina Facebook del programma, come abbiamo avuto modo di documentarvi qui e qui, i commenti omofobi su di lui e i suoi corteggiatori sono ancora tanti. E a proposito dei corteggiatori, ancora non si sbilancia su nessuno di loro perché:
«È presto per raccontare questi ragazzi perché li conosco più o meno quanto li conoscete voi attraverso la tv. Mi affascina un dato comune: il fatto che seppur diversi, hanno tutti molto da raccontare, delle storie belle da condividere.»

Di seguito il video con l’anticipazione di quello che vedrete oggi su Canale 5.
Nella puntata di domani... Ecco un'anteprima di quello che succederà!
Pubblicato da Uomini e Donne su Mercoledì 28 settembre 2016
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Il padre di Arnold Schwarzenegger lo picchiava perché pensava che fosse gay

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani

Avrestemai detto che Arnold Schwarzenegger, il "Terminator" per antonomasia, è stato vittima di un padre violento che lo picchiava perché lo credeva gay? Beh, io no ma la realtà è questa.

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In un’intervista a Xposure, l’attore ed ex governatore della California, ha confessato che quando iniziò ad appassionarsi al culturismo aveva riempito la sua camera con post di atleti seminudi e spalmati di olio che mettevano in bella mostra i loro muscoli. Quei poster, però, fecero supporre ai suoi genitori che provasse un’attrazione sessuale verso gli uomini, e non la presero affatto bene.
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«Mi correva dietro con la cintura in mano, e mi colpiva.» ha rivelato l’attore riferendosi al padre, mentre della madre ha raccontato di essersi rivolta a un medico per risolvere il “suo problema”. «Mi può aiutare? Non so se a mio figlio accada qualcosa di brutto, ha tutta la parate piena di uomini seminudi, al contrario dei suoi amici che hanno foto di ragazze.»

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Dichiarazioni che non possono non farci chiedere perché, avendo vissuto sulla sua pelle cosa significa essere rifiutati per la propria omosessualità, il suo atteggiamento nei confronti della comunità LGBT non sia mai stato uniforme durante la sua avventura politica. Schwarzenegger, infatti, sebbene abbia sostenuto il Pride di Los Angeles e invitato i suoi collegi del GOP ad avere una mentalità aperta, evitando di usare certi toni quando si riferivano alle persone LGBT, non si può dimenticare il suo rifiuto nel 2005 di approvare il matrimonio omosessuale in California, agendo in linea con l’allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, che considerava il matrimonio un diritto solo delle persone eterosessuali.
Fonte: Shangay.com
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Nuova aggressione omofoba a Roma: «Fai schifo, voi gay dovete fare tutti la stessa fine.»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Martedì pomeriggio, di fronte alla fermata metropolitana di piazzale Flaminio a RomaLorenzo C., un ventenne di Foggia che vive nella capitale, è stato aggredito con calci e pugni da tre ragazzi fra i 25 e i 27 anni.

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«Mi hanno insultato e picchiato in strada, in pieno giorno, perché gay.» ha raccontato il ragazzo  a Spyit.it, riferendo di essere stato preso per i capelli, strattonato e  gettato per terra. «Fai schifo, voi gay dovete fare tutti la stessa fine e tutti quelli che incontreremo la faranno» gli hanno urlato i tre mentre lo picchiavano. Fortunatamente per Lorenzo,  alcuni passanti sono intervenuti per difenderlo, facendo scappare via gli aggressori.
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Fabrizio Marrazzo
Intervenuta sul posto, secondo quanto ha riferito il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo, la polizia ha «dissuaso [il giovane, ndb] dal presentare denuncia» perché «non avendo subito ‘danni rilevanti’ era inutile».
Oggi, però, il ventenne, assistito da Michelina Stefania e Mario Miano, legali del Gay Center, presenterà la denuncia presso il commissariato Villa Glori.
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Marrazzo  ha anche affermato che il livello di omofobia della capitale è allarmante e ha invitato la sindaca Raggi a incontrare le vittime affinché passi un messaggio «contro ogni forma di violenza chiaro e fortissimo» e «anche per rilanciare l’impegno per una legge contro l’omofobia.»
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Shalpy e Roberto Blasi contro il GF VIP e il 'caso Russo': «Avvalorati atteggiamenti omofobi.»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Shalpy e il marito Roberto Blasi hanno inviato una lettera aperta a La Stampa per esprimere la propria indignazione per come è stato affrontato il 'caso Russo' durante la diretta di lunedì sera del Grande Fratello Vip.

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Nella missiva  i due ex concorrenti di Pechino Express hanno scritto:
«Vogliamo esprimere tutto il nostro disappunto per l’increscioso fatto accaduto durante la puntata del Grande Fratello VIP e per il silenzio generale dei media in proposito. A nostro parere si sono avvalorati pubblicamente atteggiamenti omofobi non punendo con l’espulsione del programma il concorrente Clemente Russo che,in diretta tv, ha denigrato con insulti come “ricchioncello” il concorrente omosessuale Bosco. Tutto si è concluso a tarallucci e vino con una semplice esternazione di Russo: "Io ho tanti amici gay. Sono simpatici, l’ho detto per scherzare".»
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La coppia ha continuato scrivendo quanto, negli anni, molte persone gay si sono suicidate per  scappare da quell’omofobia spacciata semplice come uno scherzo:
«Per scherzi come questo tanta gente si è suicidata. […] C’è ancora tanta omofobia in giro e se la avvaloriamo anche in tv è la fine.»
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Shalpy e Blasi se la sono presa anche con le associazioni gay, ree di essere rimaste in silenzio sull'accaduto - o come nel caso di Arcigay Napoli aver definito le offese di Russo come una sciocchezza - , e Monica Cirinnà, altra grande silente della vicenda, prima di spendere due parole anche contro quei commenti sui social in cui la colpa di tutto è stata data a Bosco per il suo essere eccentrico:
«Leggendo sui social ho visto tanti post che attaccano Bosco, dicendo “se l’è cercata, è effeminato, fa i gridolini e va in giro con le gonne”. Ma è come se uno si sentisse autorizzato a molestare una ragazza solo perché indossa una minigonna. Se l’è cercata anche lei?»
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Luxuria contro Russo: «Se hai gli attributi l’offesa la fai in faccia » ma Antonello Sannino, Arcigay Napoli, assolve il pugile: «è stata una sciocchezza.»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Nella puntata appena andata in onda di Mattino5, Federica Panicucci è tornata a parlare del “caso Russo” facendoci assistere alla soluzione, in formula piena, del pugile da parte di Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli. Di tutt’altro avviso, invece Vladimir Luxuria.

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«Se uno ha gli attributi e si crede tanto uomo l’offesa la fai in faccia. – ha affermato Luxuria Non fa come ha fatto lui. Io penso che se una persona è davvero uomo, è davvero coraggiosa, se vuole farti un’offesa te la fa in faccia perché così non ha fatto la figura dell’uomo, ma quella dell’uomo senza attributi.»

In studio era presente anche la moglie di Russo che ha voluto precisare ancora che il marito ha tanti amici gay e ha rinnovato le scuse per la sua scivolata.

«Le scuse si fanno quando ti rendi conto  di aver detto una stupidaggine e non perché te le chiedono dallo studio. – l’ha zittita Luxuria prendendosi della maleducata – Sono stata molto maleducata, ma sempre meno di quanto lo è stato tuo marito. Quella che uno dice uno scivolone, una cosa leggera, bisogna ricordare che il Grande Fratello è visto da tantissimi adolescenti. Io non vorrei che magari qualcuno, sentendo queste parole, poi ritorna a scuola e le usa contro un ragazzo.»
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In studio era presente anche Chiara Maffioletti, giornalista del Corriere della Sera, autrice dell’articolo “Bullismo in diretta. L’omofobia in tv di Clemente Russo che fa ridere i Vip”, in cui ha scritto:

«Magari sono gli stessi che chiamate a dare un’opinione su storie di ragazzi bullizzati perché omosessuali si indignano. Certo, in quel caso la telecamera deve essere con il riflettore bello sparato sul viso, così da valorizzare le espressioni afflitte che i personaggi noti sfoggiano quando si parla di temi così delicati. […] Qualcuno ha detto: guarda che è molto offensivo? No. Qualcuno gli ha spiegato che non c’è niente di divertente nell’essere omofobo? Nemmeno. Risatine vigliacche come tra bulletti. La trovata ha avuto anzi parecchio successo. Ma cosa insegna questo spettacolo di rara ignoranza e superficialità? […] in tv se bestemmi un picosecondo dopo ti cacciano, se offendi qualcuno perché gay i temporeggia, puoi continuare a prenderlo in giro per giorni.» (L’articolo completo qui)

Interpellata la giornalista ha ribadito il suo concetto espresso nell’articolo, anche se tutto è stato butta in vacca su spinta della moglie.
«A me interessa il messaggio che ha mandato lui [Russo, ndb]  e anche tutte le persone che hanno riso assieme a lui.  Perché che fino a ieri non ci sia stato uno  di quelli che partecipa al Grande Fratello, Vip per di più, che non fa presente che non fa ridere prendere in giro qualcuno per l’orientamento sessuale a me sconvolge. E io mi sarei aspettata che lui, e chi ha riso con lui, uscisse.»

Pensiero condiviso da Flavia Cercato e in parte da Luxuria che, però, non pretende l’eliminazione del pugile. In diretta dalla palestra di Clemente Russo, invece, Antonello Sannino ha assolto in formula piena il pugile, che ha conosciuto il giorno della sua unione civile ricevendo anche i suoi auguri, defonendo l’accaduto uno scivolone:

«Credo che la sua sia stata una sciocchezza, un atto di superficialità.»
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Per la prima volta da quando ci “conosciamo” non mi trovo in accordo con Sannino e chiuderei questo pezzo con la battuta della Cercato: se il presidente di Arcigay lo ha assolto, «allora siamo a posto». 
Se i tarallucci e il vino li serviamo noi, di che stiamo parlando?
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Sindaco di Favria si rifiuta di celebrare le unioni: «Non me la sento di andare contro dettami etici che mi appartengono»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Avevo detto che Il mio mondo espanso non avrebbe dato spazio a quei sindaci che dicevano di non voler celebrare le unioni civili fra persone dello stesso sesso, ma in questo caso ho deciso di fare un’eccezione in quanto non si tratta soltanto di parole ma di azioni concrete.

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Siamo a Favria, un comune del torinese di 5.200 anime. Il sindaco Serafino Ferrino si è rifiutato di celebrare l’unione civile fra due ragazzi che si sono rivolti a lui, proponendo loro di rivolgersi a un responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune, che non ha bisogno della sua delega per procedere. Già, perché non solo Ferrino si rifiuta di celebrare le unioni civili, ma non vuole nemmeno delegare uno dei suoi. Il motivo? Le unioni gay vanno contro i suoi "dettami etici".
Sebbene il primo cittadino ha affermato che non si tratta di una “sfida alla legge” Cirinnà, di fatto lo è, oltre a essere una violazione.
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«Non è una sfida alla legge solo che non me la sento di andare contro precisi dettami etici che mi appartengono. Il matrimonio non è stato impedito  ma non ho intenzione di delegare nessuno. Questa legge è un errore e non vedo perché un sindaco debba essere obbligato a rispettalo andando contro i propri principi etici.»

Se si sceglie di diventare sindaco, a mio avviso, lo si deve essere per tutti i cittadini e non solo a quelli che rispecchiano i personali “principi etici”. Inoltre se si guadagna un onorario da primo cittadino lo si deve pure meritare. Non lo si può percepire appieno se il ruolo non lo si svolge completamente. Se a tutti questi sindaci che si rifiutano di compiere il proprio dovere venisse decurtato di una parte del mensile in base a quello che non svolgono, manterrebbero ugualmente certe posizioni? A voi le considerazioni.

Su questa situazione è intervenuta anche Arcigay Torino, attraverso la voce della presidente Francesca Puopolo, che ha affermato di trovare l’atteggiamento del “sindaco in piedi” imbarazzante:
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«Troviamo imbarazzante che il sindaco si celi dietro l’obiezione di coscienza, non trovando altro modo per impedire l’unione. La legge sulle unioni civili non prevede la possibilità di obiezione di coscienza, al contrario in caso di rifiuto di celebrare l’unione ci si può appellare ai principi del nostro ordinamento giuridico che puniscono l’omissione o il rifiuto di atti d’ufficio da parte di un pubblico ufficiale.»
Fonte: repubblica.it

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VIDEO: GFVIP – Il ”caso Russo” trattato come una marachella e il pugile offende Signorini: «O Buc**ino mi vuole mettere contro la colonia gay»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Quello che tutti immaginavano si è verificato. Nella puntata andata in onda di Grande Fratello VIP le offese di Clemente Russo  nei confronti della sessualità di Bosco Cobas sono state affrontate come se si parlasse di un bambino che ha rubato la marmellata.

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Dopo una settimana di accese discussione sul web fra chi, giustamente, chiedeva dei provvedimenti contro i termini usati dal pugile e company (Marini in primis) e quelli che sostenevano di non dare importanza all’accaduto per non dare rilevanza né alla vicenda né al programma, Ilary Blasi ha chiamato in confessionale Clemente Russo per chiedere spiegazioni sul suo comportamento.

Blasi: «Clemente, tu a un certo punto hai preso in giro Bosco chiamandolo ‘friariello’. In realtà, poi, ti sei messo a scherzare con gli altri dicendo che dalle tue parti il significa è un altro.»

Russo: «Una persona gentile, frizzantina, genuina. Questo è il significato di ‘friariello’, la nostra buonissima verdura.

Blasi: «A lui hai fatto credere che è una verdura, ma poi con gli altri, scherzando, hai detto che significa un’altra cosa.»

Russo: «L’ho detto in modo armonioso e molto amichevole. C’ho un milione di amici che chiamo ‘friariello’ che appartengono al mondo gay e li amo tutti. Voi avete creduto che l’abbia offeso.»

Come sempre accede in questi casi, il macho ha fatto il micio, rimangiandosi tutto, tirando fuori la frase DOC “ho tanti amici gay” che anticipa le scuse di facciata.

Russo: «Chiedo scusa al mondo gay se vi siete offesi. Per me quello è un gioco a 360 gradi.»

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Quindi se offendere qualcuno per via di una caratteristica della propria personalità fa parte del gioco, da oggi possiamo dare del “senzapalle” a uno che non ha il coraggio delle proprie azioni, tanto siamo legittimati a farlo perché fa parte "del gioco a 360 gradi", no?


Insomma, s’è assistito all’ennesima buffonata da parte del Grande Fratello, ma ne eravamo consapevoli. Così come eravamo consapevoli che la cosa si sarebbe soffermata soltanto contro Russo e non contro la Marini e chi a quella battuta ci ha riso e non ha detto nulla.


I risultati di questa buffonata? La consapevolezza di Russo di averla fatta franca. 
Sicuro di sé, e di non aver subito alcuna conseguenza, infatti, il pugile ha continuato a usare termini dispregiativi e questa volta contro Alfonso Signorini.
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Nel corso della nottata, commentando la durezza con cui il diretto di Chi si è rivolto a lui, Clemente Russo ha affermato che ci sia da parte di Signori la volontà di metterlo contro “la colonia gay”,  appellandolo come “bucchino”:

Russo: «O bucchino di Signorini mi vuole mettere contro la colonia gay.»

Come la prenderà Signorini? Di certo chi guarda il reality non lo saprà dato che il discorso è finito qui e non ci si ritornerà. Tanto Bosco è stato messo a fare la "shampista" e i cliché sono stati mantenuti intatti.

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Forza Nuova affigge manifesto funebre durante unione civile a Cesena. Arcigay Alan Turing: «Solidarietà a Manuel e Marco»

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
«È vergognosa Forza nuova (nuova?) che come al solito parassita le vite e le celebrazioni altrui per rosicchiare qualche briciola di visibilità. Questa volta lo fa affiggendo un manifesto funebre proprio il giorno in cui Manuel e Marco si sposano e festeggiano il loro amore circondanti dall’affetto e dalla simpatia della comunità di Cesena.» È duro il messaggio reso noto da Marco Tonti, presidente di Arcigay Alan Turing, per quanto avvenuto ieri a Cesena durante l’unione civile fra Marco e Manuel.
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Forza nuova, infatti, ha affisso per le strade della città un manifesto funebre in segno di protesta contro la cerimonia che ha unito civilmente la coppia. Nel testo del volantino si può leggere:
«Manuel e Marco unitamente ai parenti e alla cittadinanza tutta annunciano la fine della civiltà, delle nostre tradizioni, della famiglia naturale, unico cardine della nostra società, e dei diritti dei bambini a crescere con una mamma e un papà, avvenuta domenica 25 settembre 2016. MATRIMONIO GAY FUNERALE D’ITALIA »
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Marco Tonti
«A ben guardare – continua Tonti – il messaggio è perfino minaccioso, visto che intende contrastare la celebrazione dell’amore, che è la vera forza della vita, con un messaggio mortifero. Le autorità di polizia dovrebbero considerare un’azione di contrasto a queste velate minacce.»
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Il presidente di Arcigay Alan Turring, inoltre, si augura che la condanna a questo «lugubre gesto» sia unanime fra i cittadini e le istituzioni, oltre che tutti i politici dei vari partiti, esprimendo la sua solidarietà alla coppia vittima di questa vigliaccata:

«Queste vergognose minacce di tono fascista non devono avere nessun margine in una comunità democratica e civile. Arcigay Alan Turing esprime la massima solidarietà a Manuel e Marco per queste ignobili e vigliacche offese, e gli augura tutta la felicità possibile. Viva la vita, viva l’amore e viva gli sposi.»
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