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Rimini Summer Pride - Oggi sulla Riviera sfila l'orgoglio LGBTQI

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Partirà alle 19:30 di oggi, da piazzale Kennedy, la parata del Rimini Summer Beach, il primo gay pride della storica località balneare romagnola.
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Già da giorni le forze dell’ordine stato lavorando per garantire la sicurezza dei più partecipanti, Arcigay Alan Turring Rimini ne stima 15 mila persone, e per evitare lo scontro con la contromanifestazione organizzata da Forza Nuova
E' quasi tutto, ma il clima di festa, che una buona parte della popolazione respira, è stato inquinato, ma non intaccato, dalla diocesi di Rimini attraverso una nota in cui si legge che, benché ci sia “rispetto per le persone con tendenza omosessuale” non può non nascere una forte riserva per un evento come il pride in cui si assiste a “una ostentazione fin troppo esibita che vuole far passare il messaggio che ogni tendenza sessuale è uguale all’altra e che ogni desiderio è fonte di diritti.”
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In un giorno di festa come questo, in cui i diritti e il rispetto sono alla base, anche i negozianti del centro anticiperanno l'orario di chiusura per partecipare al Gay Pride.
 La parata si concluderà a Piazzale Fellini, dove è stato allestito un palco in cui saliranno, per i loro discorsi, gli organizzatori e gli ospiti istituzionali, prima di dare spazio allo spettacolo con la musica di alcuni dei più noti dj.

Restate sul gruppo Facebook Il mio mondo espanso perché, oggi, sarà interamente dedicato all'evento.
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Justin Bieber rifiuta un film per non girare una scena di sesso gay

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Justin Bieber ha rifiutato di prendere parte al film ‘Uber Girl’, in cui avrebbe dovuto recitare il ruolo di una giovane popstar.
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La motivazione del rifiuto, come spiega il co-sceneggiatore del film, Pete O’Neil,  sarebbe stata la scena di sesso gay a cui avrebbe dovuto prendere parte il cantante canadese:

«Justin non accetterà la parte finché non verrà cancellata la scena di sesso tra lui e un altro ragazzo che fa il ballerino.»

Le parole di O’Neil, però, sono state bollate come false dal portavoce di Bieber e hanno fatto andare su tutte le furie le fan del cantante, che lo hanno difeso via social a spada tratta. Secondo queste, infatti, sarebbe normale il rifiuto del loro idolo a girare la scena non essendo un attore professionista.
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La discussione è ancora aperta, anche se rimane il dubbio che, sempre ammesso che le parole di O'Neil siano vere, il rifiuto del cantante sia stato dettato dalla voglia di non dare modo alle voci sulla sua presunta omosessualità, che da anni lo circondano, di prendere ancor più piede.
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Unioni Civili - Legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Da oggi si possono celebrare le unioni gay

Siete una coppia  che ha deciso di unirsi civilmente entro settembre e volete far conoscere la vostra storia ai lettori de Il mio mondo espanso? Scrivete a raccontidivitagay@hotmail.it, indicando nell'oggetto #ilnostrosì 

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Nella Gazzetta Ufficiale 175 del 28 luglio sono stati pubblicati gli 11 articoli del decreto ponte che, in attesa dei decreti operativi, consentono, sin da oggi, di celebrare le unioni fra persone dello stesso sesso.
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L’unione verrà riportata nei Registri provvisori, che verranno istituti presso i comuni, in attesa dell’entrata in vigore dei decreti legislativi previsti dalla legge 76/2016.
Una delle prime a dare notizia della pubblicazione è stata la senatrice Monica Cirinnà attraverso la sua pagina facebook.

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Da oggi, dunque, le coppie dello stesso sesso possono recarsi al comune e fare richiesta di unione civile attraverso dei moduli, in cui dovranno essere riportati i dati anagrafici e la dichiarazione che nella coppia non ci sono condizioni che vanno contro la legge. Dopo questo passo bisognerà aspettare 15 giorni, tempo utile al comune per verificare l'assenza di ostacoli, prima di essere convocati dall'ufficiale di stato civile per fissare assieme la data della cerimonia, che si potrà svolgere in tutte le sale del comune in cui vengono celebrati i matrimoni civili. La coppia può richiedere che il sindaco conceda una delega a una persona scelta da essa e cui si vuole affidare il compito di celebrare l'unione,
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Isis - Un altro ragazzo ucciso perché gay [IMMAGINI FORTI]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Se c'è una cosa chiara a tutti è che di fronte alla violenza dell’Isis nessuno può dirsi al sicuro, indipendentemente dalla razza, dalla religione e dalla sessualità. Nei mesi precedenti più volte vi abbiamo dato conto di quanto capita alle persone omosessuali dell’Iraq e della Siria e oggi siamo costretti a farlo nuovamente.
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Gli estremisti dell’Isis, infatti,  venerdì scorso hanno ucciso un altro ragazzo iracheno, colpevole di essere gay. La pena si è consumata secondo il terribile schema che ormai conosciamo benissimo. Il ragazzo, legato e bendato, è stato portato sul tetto di un edificio da cui è stato lanciato successivamente. Quando il corpo, poi, ha toccato il suolo è stato preso a sassate dalla folla, una decina di persone in tutto, presente all'esecuzione.

«È stato buttato giù da un tetto di fronte a decine di persone. Poi i militanti dell’Isis hanno invitato la gente a lapidare la vittima, anche se era già morto. Hanno straziato barbaramente il suo cadavere.» ha raccontato, in forma anonima, un attivista ad Ara News, mentre il capo di Ninive media center, Raafat al-Zarari, ha rivelato che «i civili che vivono sotto l'oppressione dell’Isis sono costretti a eseguire gli ordini del gruppo, altrimenti sarebbero uccisi.» e che «la gente a volte non ha altra scelta che mostrare fedeltà. Si tratta di una realtà amara nei territori occupati da questo gruppo terroristico

Come se non bastasse, gli estremisti dello Stato Islamico hanno rilasciato i video che immortalano l’esecuzione, come a voler dimostrare che con loro nessun “peccatore” rimarrà impunito. 
Di fronte a tutto questo, l'occidente ha davvero bisogno di dividersi per qualche etichetta, facendo prendere sempre più piede all'Isis?

Dopo il salto l'immagine della lapidazione
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Il sindaco di San Giorgio a Cremano si unirà civilmente con il suo compagno

Siete una coppia che ha deciso di unirsi civilmente entro settembre e volete far conoscere la vostra storia ai lettori de Il mio mondo espanso? Scrivete a raccontidivitagay@hotmail.it, indicando l’oggetto #ilnostrosì.

A cura di Francesco Sansone
A cura di Giovanni Trapani
Con la firma sul decreto ponte da parte di Renzi, Orlando e Alfano, ormai non si fa parlare che di unioni civili fra le persone delle stesso sesso. 
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Nei giorni scorsi a Bologna una coppia lesbica ha celebrato il rito, ma non c’è dì in cui non vengono fuori notizie di questo tipo. Infatti oggi vogliamo parlarvi del sindaco di San Giorgio a Cremano, Napoli, Giorgio Zinno, 37 anni, che, dopo aver fatto coming out, ha comunicato che il prossimo 24 settembre si unirà civilmente col compagno Michele Ferrante, 35 anni, con cui ha iniziato a convivere tre anni fa, dopo sei anni di relazione.

«L’idea è maturata perché sono già diversi anni che stiamo assieme. Ora avendo la possibilità di unirci lo abbiamo fatto decidendo per il mese di settembre così avremo tutto il tempo per organizzarci.»

Il rito civile verrà celebrato al museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa e, oltre agli amici e ai parenti, vi parteciperanno consiglieri regionali e sindaci della Campania.

«È un’unione in tutti i sensi, un momento importante che vivremo con le famiglie, gli amici e i compagni di partito.» racconta Zinno. »Per fortuna il rito civile c’è, il matrimonio serve anche a dimostrare che non siamo marziani, ma coppie che vivono insieme da anni nella normalità.»
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Dal 24 settembre, dunque, Zinno sarà il primo sindaco italiano a “sposare” il suo compagno, segnando un precedente storico non indifferente. A fronte di questo, oltre che per il sostegno che da sempre il sindaco ha fornito al Comitato Arcigay di Napoli, alla coppia verrà rilasciata la tessera onoraria dell'associaizone

Fonte: repubblica.it
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Soldato ammette la sua omosessualità per sbaglio su Instagram e i compagni lo sostengono

A cura di francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani

«Nel mese di aprile 2015 stavo rientrando al mio alloggio presso la base navale di Pensacola, in Florida, dopo aver passato la notte con un ragazzo che avevo conosciuto.» Inizia così il racconto su Outsports di Conner Curnick, un soldato statunitense che ha dichiarato accidentalmente la sua omosessualità attraverso una fotografia postata su Instagram, in cui era seduto sulla sua moto con un altro ragazzo. «Improvvisamente ho sentito un sacco di vibrazioni. Era il telefono che brulicava di messaggi di Instagram.»

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Quando Curnick ha avuto modo di visualizzare le notifiche si è trovato di fronte a diversi messaggi lasciato sotto la foto che aveva appena postato in compagnia del ragazzo. Qualcuno gli ha chiesto di spiegargli cosa significasse, un altro, invece più diretto, gli ha domandato se fosse gay e di non mentire. Il soldato a quel punto ha sentito salire il cuore in gola, capendo che la sua paura pià grande, quella di essere scoperto, si stava realizzando.
«In quel momento ero solo e ho iniziato a piangere, ma ho deciso di rispondere sinceramente e ho detto loro di essere gay.»
Il ragazzo, però, è rimasto sorpreso nel leggere le reazioni dei suoi amici, che, con suo grande sollievo e sorprese, erano tutte positive, di sostegno.
«Ho perso alcuni amici, ma quelli che mi erano vicini lo sono stati maggiormente, perché non mentivo più su chi ero e per la prima volta sapevano ciò che accadeva realmente nella mia vita.»


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Il soldato, che in passato è stato un giocatore di pallanuoto nelle squadre del liceo e del college, ha iniziato a vivere la sua omosessualità apertamente senza alcuna paura, anche se si è trovato di fronte all’omofobia di qualche commilitone. La scorsa primavera, infatti, durante un addestramento prima dello schieramento in Afghanistan, in cui Conner è stato uno fra i i migliori tiratori,  un compagno di corso è andato da lui dicendogli di essere contento di non trovarsi nella stessa sua stessa divisione, perché non si fidava nel mettere la sua vita nelle  mani di un gay, ma questo non lo ha fermato, anzi. Adesso Conner è in forza in Afghanistan e dopo il coming out sente di essere diventato una persona molto più felice, produttiva e di successo.
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Unioni gay - David e Giancarlo, dopo diciassette anni insieme, hanno presentato la richiesta per unirsi civilmente. INTERVISTA.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Condividendo il link dell’articolo su Facebook sono entrato in contatto con David, quando questi lo ha postato sul suo diario “ringraziandomi” per avergli dato, attraverso un refuso, 43 anni. Da qui abbiamo scambiato due battute e ho chiesto a lui e a Giancarlo di rispondere a un’intervista per Il mio mondo espanso in cui parlare della loro relazione, del loro amore, ma anche della loro decisione di unirsi civilmente e  del contesto sociale e politico.
Sebbene l’intervista sia rivolta a entrambi, a rispondere è David che, con assoluta sincerità, ci parla della normalità del loro rapporto, mostrando una delle tante realtà di coppia che fanno parte della nostra società.
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D. Partiamo dall’inizio: quando e come vi siete conosciuti?
R. Ci siamo conosciuti tantissimo tempo fa, esattamente il 15 novembre del 1999, in una delle pochissime chat gay di allora. Io sono di Aosta, ma Giancarlo è di Torino e all’epoca viveva lì. Dopo diverso tempo trascorso a parlare su internet, ci siamo dati appuntamento nella sua città, incontrandoci, così, per la prima volta.
Quel giorno si presentò accompagnato dai genitori perché non aveva la patente - ancora adesso non ce l’ha, tanto l’autista lo ha trovato (ride ndb) -, e non appena l’ho visto me ne sono subito innamorato.

D. Quindi un vero e proprio colpo di fulmine. Cosa ti ha fatto capitolare?
R. Beh, il suo sorriso, la sua voce infantile (tra di noi, come sai, ci sono 10 anni di differenza), la sua prestanza fisica e anche il suo comportamento. Sebbene sia più giovane di me, mi è sembrato molto maturo e, soprattutto, che aveva voglia di provare a instaurare una storia seria.

D. Quindi deduco che vi siate fidanzati quel giorno stesso, giusto?
R. Sì, quella sera stessa gli ho chiesto se voleva diventare il mio fidanzato, anche se in quel periodo frequentavo un altro ragazzo.

D. E che fine ha fatto l’altro?
R. L’ho lasciato il giorno dopo essermi fidanzato con Gianky. Non era una storia seria e io, che venivo fuori da una storia pregressa difficile con un altro ragazzo, avevo voglia di innamorarmi seriamente. Con l’altro non era possibile, ma con Gianky sì. Ho capito da subito che poteva nascere una bella storia d’amore e il tempo mi ha dato ragione. Da quel 15 novembre sono passati 17 anni e siamo ancora qua.

D. A Giancarlo cosa ha colpito di te?
R. Io rispecchiavo i suoi canoni: ero più grande di lui e, ahimè, più bassino, sono alto un metro e sessantacinque, ma sai come si dice: nella botte piccola… (ride, ndb) 

D. Vivendo in due città diverse, com’è cambiata la vostra quotidianità?
R. Per circa tre mesi ci siamo frequentati solo attraverso il web e ci incontravamo soltanto nei fine settimana, quando lo raggiungevo a Torino. Abbiamo aspettato che terminasse il servizio civile (all’epoca era ancora obbligatorio) e poi si è trasferito da me. Essendo anche lui geometra, ha iniziato a lavorare nello studio che ho aperto assieme a un socio e da qui la nostra quotidianità è cambiata completamente.
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D. Ci raccontate una vostra giornata tipo?
R. La nostra giornata tipo per circa 15 anni consisteva  nel svegliarsi al mattino, fare colazione, andare in ufficio, lavorare e pranzare assieme. Finito il lavoro, io mi recavo in palestra e lui a casa - lo sport non fa per lui-  a preparare la cena e a sbrigare le faccende domestiche. Sebbene gestire l’economia domestica non lo faccia impazzire, gli piace prendersi cura di me.
Negli ultimi due anni, invece, a causa della crisi che ha colpito il Paese, abbiamo preso degli appalti a Milano e quindi durante la settimana ci si vede poco e ci sentiamo esclusivamente al telefono, ma nei fine settimana recuperiamo il tempo perso, rintanandoci in casa.

D. Com'è cambiata la società e il modo con cui si relaziona alle coppie gay da quando state assieme?
R. Per noi la società è cambiata poco, nel senso che non abbiamo mai avuto problemi di alcun tipo con la gente. Essendo una coppia dichiarata di fronte a tutti, non abbiamo mai avuto nessun tipo di discriminazione. Anche sul lavoro non abbiamo mai avuto problemi, e se consideri che abbiamo a che fare con persone di diversi livelli di istruzione, questo la dice lunga su come sia aperta la società verso le coppie gay.

D. Cosa pensate della legge approvata lo scorso 11 maggio?
R. Secondo noi non è perfetta, ma è ugualmente un grande passo in avanti per l’Italia, soprattutto vista la presenza del Vaticano. Ovviamente dovrebbe essere totalmente equiparata al matrimonio, ma siamo certi che prima o poi si arriverà anche a questo.

D. Quindi siete dell’idea che i matrimoni ugualitari arriveranno anche in Italia, giusto?
R. Sì, credo che appena digerito questo passo si andrà avanti. La maggior parte della società, per me, è pronta. Ovviamente bisognerà vedere chi salirà al governo, però, ripeto, la maggior parte della società è dalla nostra parte.

D. Vorreste dei figli?
R. No. Forse siamo un po’ troppo egoisti per concepire l’idea di mettere al mondo dei figli o adottarne.
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D. Credo che non si tratti di egoismo, ma di essere consapevoli delle proprie priorità, tutto qui. 
E della  “clausola”  che stabilisce il non obbligo di fedeltà che ne pensate?  Si tratta di un modo per continuare a fare distinzioni fra le coppie etero e quelle gay?
R. È stata un porcata fatta apposta dalla destra per differenziare la coppia etero da quella omo. Nelle unioni etero questa clausola non c'è, eppure i tradimenti sono all'ordine del giorno. Non è la giurisdizione che deve stabilire se una relazione debba avere o meno l'obbligo di fedeltà. Credo che ognuno abbia il diritto di gestire la propria relazione come vuole, trovando il giusto compromesso. Quindi, a fronte di questo, non ho problemi a confessarti che siamo sempre stati “un po’ coppia aperta”.

D. In che senso?
R. Nel senso che qualche scappatella in passato è successa, ma ci siamo sempre fermati alla sveltina. Non potrei mai andare a cena con un altro sapendo che il mio compagno, a esempio, è a casa. Non esiste proprio. La carne è debole, ma i sentimenti sono fortissimi. Non riesco a vedermi senza Gianky. Solo con lui riesco a condividere ogni momento libero e lo stesso vale per Giancarlo.

D. Di voi si è parlato in quanto la prima coppia ad aver presentato la richiesta di unione al comune di Aosta? Quando avete deciso di compiere questo passo?
R. Aspettavamo di presentare questa domanda da sempre, da quando si parlava di DICO e PACS. Quindi, non appena la legge sulle unioni civili è diventata realtà, recarci al comune è stata una cosa automatica.
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D. Il sindaco ha rassicurato che entro poche settimane il comune sarà in grado di celebrare le prime unioni civili. Cosa vi hanno detto i funzionari?
R. In comune sono stati molto professionali e hanno accettato e protocollato la nostra domanda con la promessa di risponderci il prima possibile, quando avrebbero saputo anche loro come muoversi. Ovviamente erano un po’ impreparati per la mancanza del decreto attuativo, ma credo anche se non si aspettavano di ritrovarsi di fronte una coppia gay  nel primo giorno utile in cui era possibile presentare la richiesta d’unione, ma ciò nonostante sono stati disponibilissimi.

D. Per concludere, come lo immaginate il giorno della vostra unione civile?
R. Sicuramente quel giorno saremo emozionati, ma al momento preferiamo non pensarci troppo dato che ancora non c’è una data certa. Teoricamente, se tutto andrà come deve andare, ci vorremo “sposare” l’ultima settimana di agosto con solo i testimoni e altri pochi intimi. Per il “rinfresco” se ne riparlerà verso l’autunno o addirittura in inverno, magari vicino al Natale così da concederci il viaggio di nozze durante le festività.
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Renzi firma il decreto sulle unioni civili. Ecco cosa succede adesso

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Matteo Renzi ieri, venerdì 23 luglio 2016, ha posto la firma sul decreto del presidente del Consiglio dei ministri che adotta le disposizioni trnasitorie per la tenuta dei registri negli archivi dello stato civile, sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso stesso.
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La firma sul decreto, controfirmato anche dal ministro di Giustizia Andrea Orlando e dal ministro dell’Interno Angelino Alfanofa sì che da adesso la legge sulle unioni civili sarà pienamente operativa dal momento in cui verrà pubblicata sulla Gazzetta UfficialeNon ci sarà, dunque, il bisogno di aspettare la tradizionale ‘vacatio legis’ di quindici giorni e nemmeno i 5 giorni necessari al Ministero dell’Interno.
Entusiasta, Ivan Scalfarotto su Twitter scrive, pubblicando la foto di Renzi mentre firma il decreto, che si tratta di «una firma che cambia l’Italia».

Anche Monica Cirinnà è entusiasta per l’attuazione immediata della legge, senza dover aspettare il ‘vacatio legis’.

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Inoltre la senatrice ha dichiarato: «La firma del governo sul decreto attuativo sulle unioni civili segna in modo definitivo e storico il corso dei diritti civili del nostro Paese. La legge diventa così pienamente operativa e tutti i Comuni sono ora in grado, nel giro di pochi giorni, di celebrare le prime unioni. È il punto di arrivo di una riforma epocale, attesa da troppo tempo, che consentirà finalmente piena cittadinanza a tante coppie. Da oggi la stagione dei diritti, voluta con tenacia dal governo Renzi, è una realtà insindacabile e, con una certa emozione, auguro tanta felicità a tutti quegli uomini e quelle donne che vorranno e, finalmente, potranno vedere riconosciuto il loro amore.»
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Adinolfi vergognoso su Twitter: "In una società di tr**e e rotti**ulo l'unica ribellione possibile è essere bigotti."

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani

E poi c'è Maria Adinolfi che ogni tanto deve dire qualche sciocchezza per paura di  finire nel
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Ad Aosta presentata prima richiesta di unione gay. Il sindaco Centoz: "Entro poche settimane il comune sarà in grado di celebrarle"

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ieri vi parlavamo del via libera del Consiglio di Stato al decreto ponte che darà le direttive ai comuni
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Orlando Cruz, il pugile dichiaratamente gay, dedica la vittoria alle vittime di Orlando

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Nella foto il campione Orlando Cruz e Norman Casiano, ferito strage di Orlando

Orlando Cruz, il pugile portoricano entrato nella storia per essere stato il primo, e al momento l’unico, a dichiarare  pubblicamente la propria omosessualità, lo scorso sabato ha sconfitto il rivale Alex Valdez nell’incontro pugilistico a Kissimmee, in Florida.
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Dopo sette round avvincenti Cruz, che ha gareggiato indossando uno slip arcobaleno, ha mandato al tappeto l’avversario messicano dedicando, poi, la vittoria alle vittime di Orlando:
«Questo titolo lo dedico alla mia comunità LGBTI e a quelle 49 persone che sono morte in maniera così vile.»
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Il pugile, però, ha ricordato le 49 persone rimaste uccise quella notte, quattro dei quali suoi amici, facendo battere un colpo di campana per ognuna di loro. In prima fila c’era Norman Casiano (nella foto), un giovane di 26 anni, che quella notte si è salvato per miracolo, sebbene raggiunto da un proiettile al bacino e uno al coccige. Durante il rintocco dei 49 colpi il giovane aveva gli occhi lucidi riviven
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Unioni civili - Via libera del Consiglio di Stato. Già da ferragosto si potrebbero celebrare le prime unioni gay

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Il Consiglio di  Stato ha dato parere favorevole al decreto ponte presentato dal minestero dell’interno  che regolamenta le norme con cui si celebreranno le unioni fra persone dello stesso sesso.
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«Con il parere sul decreto Unioni Civili stamane il Consigliodi Stato accende la luce su un diritto. Un provvediento di cui vi era assoluta urgenza che, con il nostro parere, oggi può essere adottato immediatamente», ha dichiarato Franco Frattini, presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato, che ha anche chiarito come l’obiezione di qualche sindaco non potrà impedire la celebrazione delle unioni civili: «La legge non ne parla esplicitamente. In ogni caso, il testo legislativo fa riferimento non ai sindacii n particolare, ma parla di ufficiali di stato civile: si tratta di una platea talmente ampia, da garantire comunque l’applicazione della norma.»

Da ieri, giovedì 21 luglio 2016, quindi, il provvedimento è attuativo, ma bisognerà  ancora aspettare la tradizionale ‘vacatio legis’ di quindici giorni e i 5 giorni necessari al Ministero dell’Interno, quindi, come ha dichiarato Monica Cirinnà, le prime unioni, salvo ritardi a cui Angelino Alfano ci ha abituati, potrebbero celebrarsi entro ferragosto: «Finalmente entro ferragosto si faranno le unioni civili e questo paese diventerà più ricco di feicità e inclusione per tutti.»

Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini ha espresso il suo entusiasmo per il lavoro del Consiglio di Stato e attraverso il suo account Twitter: «È fatta. Dopo decisione Consiglio di Stato al via unioni civili nei comuni. La legge riconosce diritti e cambiamenti avvenuti nella società.»

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Ovviamente non sono mancate anche le reazioni delle associazioni e degli attivisti lgbt. Fra questi c’è Imma Battaglia che ha annunciato che nella capitale già da settembre si celebreranno le prime unioni:
«Sono davvero felice che siano stati rispettati i tempi  che Matteo Renzi aveva indicato, una volta tanto anche il nostro è un Paese credibile e mi rende orgogliosa che questo accada proprio nel riconoscere i nostri amori. […] L’amore vince sempre! […] Gli uffici dell’anagrafe stanno gia studiando tutte le procedure da preparare per essere pronti a celebrate le prime unioni già dalla prima settimana di settembre. »
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